Come trasformare i buoni propositi in nuove abitudini in modo sostenibile e duraturo
Ci sono due momenti dell’anno dove ognuno di noi tira le somme del periodo passato e pensa a come instaurare delle nuove abitudini. Il primo di solito è settembre e coincide con la fine delle vacanze estive, il secondo è a dicembre tra Natale e Capodanno.
Hai presente quel momento in cui fai l’elenco di tutte le cose stupende che farai
credendoci davvero? È un momento magico, dove tutto sembra possibile. Poi però
è difficile tenere fede a queste decisioni e molto spesso i buoni propositi vengono abbandonati in media dopo un mese.
I motivi più comuni del fallimento sono tre:
- Le tue promesse sono dettate solamente dal senso di colpa del momento per aver esagerato
- Vuoi partire alla grande facendo subito troppo per recuperare il tempo perduto o raggiungere prima i tuoi obiettivi di benessere
- Vuoi sconvolgere la tua vita cambiando contemporaneamente molte delle tue abitudini
Se è da un po’ che mi leggi sai già che aiuto le persone come te a raggiungere il benessere lavorando con un metodo preciso e sostenibile che scardina le abitudini dannose e le sostituisce con quelle rigenerative.
Vediamo quindi cosa sono le abitudini, come si formano e in media in quanto tempo si cambiano. Comprendere il funzionamento di un abitudine può aiutarti a interrompere quelle malsane e stabilire o consolidare quelle nuove.
Cosa sono le abitudini e come si formano?
“Possiamo definire abitudini quelle risposte comportamentali automatiche ad uno stimolo, sviluppate attraverso la ripetizione del comportamento in contesti coerenti tra loro”
Lally e Gardner, 2013
Un’abitudine serve per risparmiare le nostre risorse cognitive velocizzando il processo di elaborazione delle informazioni. La maggior parte dei tuoi gesti quotidiani cioè sono frutto di un’abitudine consolidata, di un automatismo.
Anzi, ti dirò di più. Se la tua volontà è in conflitto con l’abitudine è più probabile che vinca l’abitudine e quindi l’emissione dello stesso comportamento di sempre.
Il ciclo dell’abitudine
Ogni abitudine è formata da tre fasi:
- Segnale: è la conseguenza di una particolare condizione (emotiva, ambientale, ecc.) che spinge il cervello a compiere una certa azione.
- Routine: è l’azione che viene innescata dal segnale. Una routine può essere fisica, intesa come azione compiuta, mentale, cioè di pensiero, ed emotiva.
- Gratificazione: la ricompensa ottenuta dallo svolgersi del ciclo.
In pratica lo svolgimento di un comportamento è dato da il “segnale” che porta all’azione da svolgere chiamata “routine” che a sua volta porta alla“gratificazione”. Ed è proprio la gratificazione che rinforza tutto il ciclo creando comportamenti ripetuti e connessioni neuronali forti.
Una volta attivato il meccanismo di apprendimento e creata la connessione neuronale il cervello ha immagazzinato tutto ciò che gli serve per rendere automatico un nuovo gesto.
E quanto ci vuole?
Alcuni studi indicano che il tempo medio per la formazione di un nuovo automatismo è di 66 giorni; la complessità dell’abitudine, la predisposizione individuale e il valore che dai a quel cambiamento possono diminuire o aumentare la media.
In questo periodo è importante la ripetizione costante del comportamento in contesti ben specifici. Probabilmente pensavi che ci sarebbe voluto meno ma la bella notizia è che lo sgarro saltuario non compromette l’intero processo e non va considerato come un fallimento
L’importanza dei piccoli passi
Ogni cambiamento è accompagnato dalla rottura momentanea di un equilibrio esistente
che può portare a degli stati ansiosi. È la paura di abbandonare situazioni rassicuranti e azioni conosciute che ci fa procrastinare. Nel nostro immaginario infatti ogni cambiamento viene interpretato come un ribaltamento importante della nostra vita ed è proprio qui che entra in gioco la paura. Un cambiamento sostenibile e di successo parte dalla modifica delle tue micro-sequenze quotidiane tenendo a un livello più che accettabile la naturale ansia del cambiamento.
Da dove cominciare?
Innanzitutto ci devi credere davvero e spero che aver capito cos’è una abitudine possa aiutarti a scardinare quelle vecchie per lasciar spazio a quelle nuove.
Prenota un’ora di Longevity Coaching, se invece hai bisogno di una mano: lavoreremo insieme alla modifica delle tue micro-sequenze e arriveremo una volta per tutte al raggiungimento dei tuoi nuovi obiettivi.






