Capitale biologico in azienda: cos’è e perché proteggerlo

di luca dalla valle

Il capitale biologico in azienda: la risorsa invisibile da proteggere

Se penso alle persone che seguo, mi rendo conto che raramente il loro primo obiettivo è vivere più a lungo.

Molto più spesso mi dicono di voler continuare a fare bene quello che già fanno: lavorare mantenendo una buona lucidità, arrivare alla fine della giornata con la giusta energia, allenarsi e recuperare bene, riuscire a concentrarsi anche nei periodi in cui aumentano gli impegni e le responsabilità.

Tutto questo richiede naturalmente competenze, organizzazione e impegno, ma dipende anche dalle risorse fisiche e mentali che abbiamo a disposizione. È a queste risorse che mi riferisco quando parlo di capitale biologico.

Che cos’è il capitale biologico

Possiamo considerare il capitale biologico come l’insieme delle risorse fisiche e mentali che abbiamo a disposizione per affrontare la vita quotidiana. Ne fanno parte l’energia, la qualità del sonno, la concentrazione, la forza, la mobilità, la capacità di gestire lo stress e quella di recuperare dopo uno sforzo fisico o mentale.

Naturalmente, queste risorse non funzionano in compartimenti separati.

Se dormiamo male, il giorno successivo possiamo avere più difficoltà a concentrarci durante una riunione o a prendere una decisione complessa. Dopo una settimana particolarmente intensa e con poche occasioni di recupero possiamo diventare meno lucidi e meno pazienti. Allo stesso modo, una preoccupazione personale può distrarci mentre lavoriamo.

Trascorriamo una parte importante della nostra vita lavorando e durante quelle ore chiediamo moltissimo al nostro organismo

Nei bilanci di un’azienda non troveremo mai una voce dedicata alla qualità del sonno, alla capacità di recupero o all’energia delle persone. Eppure, quando queste risorse iniziano a diminuire, gli effetti si fanno sentire anche sul lavoro.

Al lavoro dobbiamo prendere decisioni, mantenere l’attenzione, gestire la pressione, confrontarci con altre persone e adattarci continuamente a ciò che accade. Il nostro capitale biologico viene utilizzato anche per fare tutto questo.

Prendersene cura permette quindi di continuare a esprimere le proprie capacità nel tempo, senza affrontare ogni periodo particolarmente intenso attingendo sempre di più alle risorse disponibili.

Una persona può continuare a lavorare bene anche mentre sta consumando le proprie risorse

Può rispettare le scadenze, raggiungere gli obiettivi e continuare a essere considerata molto efficiente anche se dorme poco, recupera male e ogni sera arriva a casa senza energie.

Per molto tempo abbiamo associato la resilienza alla capacità di andare avanti indipendentemente dalle condizioni.

Pensiamo alle persone che riescono a tenere tutto insieme, continuano a rispondere alle richieste, rispettano le scadenze, prendono decisioni e si occupano degli altri anche nei periodi in cui dormono male, hanno la testa piena e sentono che il corpo avrebbe bisogno di rallentare. Il fatto che riescano a continuare non ci dice quanto sforzo sia necessario per mantenere quel ritmo.

Ci sono naturalmente periodi in cui è necessario chiedere qualcosa in più a sé stessi. Un progetto importante, una nuova responsabilità o un periodo particolarmente impegnativo, per esempio, possono richiedere uno sforzo maggiore.

Il nostro organismo è perfettamente in grado di affrontare queste situazioni, purché allo sforzo segua un recupero adeguato.

Se invece l’eccezione diventa la normalità e il recupero viene continuamente rimandato, possiamo continuare a ottenere buoni risultati per un certo periodo, mentre le risorse che ci permettono di raggiungerli diminuiscono progressivamente.

Che cosa significa proteggere il capitale biologico in azienda

Occuparsi del capitale biologico delle persone in azienda richiede una certa attenzione, perché la salute rimane prima di tutto una dimensione personale.

L’obiettivo non può essere controllare quanto dormono i dipendenti o indicare a tutti lo stesso stile di vita. Un’azienda può però interrogarsi sulle condizioni nelle quali le persone lavorano ogni giorno e su quanto queste condizioni permettano di mantenere un buon equilibrio nel tempo.

Carichi di lavoro realistici, possibilità di recuperare, organizzazione delle responsabilità, attenzione alla salute mentale e capacità di staccare dal lavoro incidono inevitabilmente sulla qualità della prestazione.

All’interno di questo quadro trovano spazio anche attività fisica, percorsi dedicati alla gestione dello stress e strumenti di monitoraggio. La loro efficacia dipende però molto dal contesto nel quale vengono inseriti.

Una lezione di attività fisica, per esempio, può essere utile, ma difficilmente riuscirà a compensare giornate costruite sulla disponibilità continua, carichi eccessivi e una cultura nella quale recuperare viene percepito come una perdita di tempo.

È da questa prospettiva che guardo al benessere in azienda: creare condizioni di lavoro nelle quali le persone possano utilizzare bene le proprie risorse e avere la possibilità di recuperarle.

Il capitale biologico non compare nei bilanci aziendali, ma accompagna ogni giornata di lavoro

Per un’azienda, occuparsi di questo aspetto significa inserire la salute delle persone all’interno di una visione più ampia del lavoro e della sua sostenibilità.

Per la singola persona significa conoscere meglio le proprie risorse e imparare a utilizzarle in modo da poter continuare a fare ciò che conta, mantenendo energia e lucidità nel tempo.

È il lavoro che porto avanti ogni giorno con persone e organizzazioni: osservare la situazione di partenza, individuare le aree che meritano maggiore attenzione e costruire cambiamenti che possano trovare davvero spazio nella quotidianità.

Se vuoi capire come stai utilizzando il tuo capitale biologico e da quali aspetti puoi partire per proteggerlo, contattami. Partiremo dalla tua situazione attuale, dagli obiettivi che vuoi raggiungere e dalle condizioni concrete nelle quali quei cambiamenti dovranno trovare spazio.

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Luca Dalla Valle

Longevity Strategies Coach
I° Coach certificato Metodo Ongaro®

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